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La scabbia – informazioni

La scabbia è una dermatosi parassitaria contagiosa, causata da un acaro (Sarcoptes Scabiei homnis) ,pruriginosa, a diffusione talora epidemica non necessariamente legata a fattori igienico – ambientali. Il contagio può essere diretto oppure mediato attraverso lenzuola, indumenti ecc. L’acaro allontanato dalla cute scompare in pochi giorni. Il progressivo diffondersi di tale malattia è legato a: 1) mancanza di diagnosi precoce; 2) uso di creme cortisoniche che modificano significativamente la sintomatologia della dermatosi; 3) trattamenti incongrui non estesi a tutto il nucleo familiare.
La malattia esordisce, dopo 1-8 settimane dal contagio, con prurito intenso che si accentua alla sera con il caldo delle lenzuola e si può protrarre per tutta la notte determinando insonnia ed agitazione. Successivamente compaiono molte lesioni da grattamento, mentre “il cunicolo”( cordoncino grigio brunastro che contiene il parassita) un tempo considerato elemento diagnostico fondamentale, è oggi difficilmente evidenziabile a causa della accurata igiene personale. Nei casi di maggiore difficoltà diagnostica, recentemente è stato messo a punto una metodica di ricerca del Sarcoptes Scabiei con una speciale videocamera con lenti che raggiungono 200 ingrandimenti. (BRUNETTI ET AL. European Journal of DERMATOLOGY. 1998; 8:266-7))
Le aree cutanee più colpite sono i cavi ascellari, le areole mammarie nelle donne, i polsi, le mani, i genitali negli uomini, i piedi. Il prurito può mancare nelle prime settimane di contagio; vi è cioè un “ incubazione “ (anche di un mese) durante il quale il soggetto può albergare numerosi acari prima della comparsa delle manifestazioni pruriginose, divenendo quindi capace di trasmettere la malattia. La tecnica di applicazione del prodotto prescritto e le precise indicazioni di prevenzione sono fondamentali ai fini dell’efficacia terapeutica.

A) E’ opportuno che, per non provocare dispersione del medicamento, siano mantenuti gli stessi indumenti durante tutto il periodo di applicazione dello scabicida.
B) Dopo il trattamento la biancheria deve essere lavata in lavatrice, mentre altri indumenti, coperte e simili stirati a vapore (l’acaro non sopravvive più di 5 min. a 50° C) o lavati a secco o conservati per 2 settimane.
C) In casi particolari e di lunga durata il medico può suggerire di ricoprire di plastica i materassi;analogamente in caso di coinvolgimento di bambini è bene evitare peluches o giocattoli di stoffa e preferire giocattoli in plastica o in gomma.
D) Non va praticata disinfestazione dell’ambiente domestico.La persistenza del prurito anche dopo un efficiente trattamento può avere alcun significato in quanto sono necessarie molte settimane per la scomparsa dei sintomi. Lo stato di ipersensibiltà infatti non scompare immediatamente in seguito alla distruzione dei parassiti, ciò rende alcuni casi con sintomatologia pruriginosa particolarmente persistente. Inoltre, si deve considerare che lo scabicida può provocare una dermatite da contatto o che subentri un prurito su base nervosa E’opportuno che il paziente controlli se tra le persone con le quali ha avuto contatti anche occasionali vi siano alcune che hanno sofferto di prurito.
Non possono essere trascurate infine le possibilità di una scabbia di origine animale. In questo a caso l’infestazione ha carattere di autolimitazione poiché l’acaro è ospite specifico, ma le mainifestazioni possono durare mesi se non è individuata la fonte di contagio.

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